Estratti
dalla Rassegna Stampa
IL CANTO CHE INCANTA
Le sorelle Rondinella entusiasmano la
platea del Teatro Delle Palme
Dal blues al jazz dal rock al melodico napoletano Francesca e Amelia, figlie
d’arte, raccontano il mare e la loro vita.
Uno spettacolo raffinato, colto, ricco, piacevole, sorprendente. Un crescendo…
dalla prima apparizione del clarinetto solitario e malinconico, peripatetico tra
le poltrone in sala, seguito solo da un occhio di bue, fino al tuonare vibrante
dell’orchestra all’apertura del sipario e l’apparizione, come in un sogno, delle
due sorelle la cui massa di capelli riccioluti ingigantisce la presenza scenica.
Rutilanti accenni di balli caraibici, interpretazioni originali di canzoni
latino-americane e napoletane, passando con disinvoltura dal blues al jazz, dal
rock al melodico napoletano, fino a recitazioni di brani poetici molto noti, ma
attentamente rivisitati: sono trascorse così due ore e mezzo di spettacolo,
intitolato Canto do mar, venerdì 13 aprile al teatro delle Palme – solo una
serata, peccato e non ce ne !sono altre in programma, per ora.
Diretti da Gianni Minale, otto maestri d’orchestra sul palcoscenico (pianoforte,
tastiere, fisarmonica, violino, chitarra, contrabbasso, sax e percussioni)
dietro al quale uno stilizzato Vesuvio si animava dal giorno alla notte, dalla
quiete alla eruzione a volte facendosi predominare dalle onde di un tranquillo
mare, tutto mediterraneo.
Così diverse, così uguali, le due sorelle-compagne, una grintosa, la bionda
Francesca e l’altra romantica, la bruna Amelia, si sono alternate, come in una
pellicola in chiaro-scuro, bianco e nero, per poi esplodere a colori nella
vivacità della danza, dal mambo alla salsa o hanno cantato insieme raccontando
la loro storia con passionalità, professionalità e bravura, con riservatezza e
classe.
Figlie e nipoti d’arte, hanno saputo comunque rinnovarsi proponendo uno
spettacolo gradevole e innovativo, a tratti struggente (come quando, facendo
scorrere immagini d’altri tempi, foto sbiadite di avi a! rtisti, i Rondinella e
gli Sportelli, Francesca ha letto un suo personale diario di bimba) e con punte
di straordinaria bravura vocale (una per tutte Core ‘ngrato interpretato da
Amelia).
(Napolicom,
Alessandra Giordano)
La
musica napoletana, intesa come musica popolare originaria di Napoli, assume,
alle sue origini, un carattere inizialmente locale per poi diffondersi a livello
nazionale ed internazionale: nasce a Napoli ma è presto conosciuta in tutto il
mondo. Nonostante ciò, interpretare la canzone napoletana è un compito
tutt’altro che semplice; saper riprodurre quella tradizione, quell’espressività,
quello spirito folkloristico di cui è intrisa la canzone partenopea è un’
impresa piuttosto ardua.Oggi sono in molti, cantanti e cantautori, a riproporre
questo genere di musica, ma poche volte, dal punto di vista di uno spettatore,
succede di avvertire emozioni travolgenti come quelle che hanno pervaso il
Teatro “Delle Palme” venerdì 13 aprile durante lo spettacolo “Canto do Mar”,
sorta di promenade tra brani napoletani antichi e moderni magistralmente
interpretati da Amelia e Francesca Rondinella. Le Rondinella, esponenti
dell’ultima generazione di una famiglia di artisti che tanto ha dato alla musica
ed al teatro partenopeo, hanno al loro attivo un album d’esordio, “Vico dei
Canti”, partecipazioni a prestigiosi eventi come Il “Premio Carosone 2003” in
cui hanno interpretato la celebre “Caravan Petrol” in un’inedita versione jazz,
a diverse edizioni del “Maggio dei Monumenti” a cui hanno dato un notevole
contributo spettacolare, e l’esportazione della musica “nostrana” con
esibizioni a Mosca, Londra e Montecarlo. Sorelle nella vita e nel lavoro, unite
dalla passione per la musica ereditata dai familiari, ed in particolar modo dal
padre, Luciano, Amelia e Francesca con il loro concerto-spettacolo in due tempi
“Canto do Mar” hanno dato un’ulteriore prova del loro talento mantenendo vivo
l’interesse del pubblico presente per circa due ore. Accompagnate da una band
diretta da Gianni Minale e composta, oltre che dallo stesso Minale (clarinetto e
sax), anche da Luca Mennella (pianoforte), Pino Passante (tastiere), Pietro
Bentivenga (fisarmonica), Gennaro Desiderio (violino), Ciro Perris (chitarra),
Luigi Sigillo (contrabbasso) e Salvatore Minale (batteria), le Rondinella hanno
eseguito una lunga sequenza di brani classici napoletani, come “Torna a
Surriento”, “O’ Sarracino” o “Simme ‘e Napule Paisà”, intervallati da melodie
straniere come “Adio Querida” o “Piensa en mi”, arrangiati ed interpretati in
uno stile del tutto personale. Bellissima e particolare ad esempio la lettura di
“Simmo e Napule paisà” che Francesca interpreta con una forza drammatica
sicuramente non comune: un compiuto riscatto per una canzone struggente il cui
valore ci era stato per anni negato da una tradizione vocale e culturale di
bassa lega. Non è da meno Amelia che rivela da subito una bellissima voce, ricca
di armonici e dal timbro caldo; le scelte interpretative, di raffinato gusto,
sono mirate ad esaltare il dono che madre natura le ha fatto: nei brani come
“Adio Querida” o “Core ‘ngrato” Amelia sceglie un abbassamento tonale che le
consenta di cantare in un registro più basso e sicuramente più adatto alle sue
doti vocali.Una fusione di suoni, ritmi e melodie che Amelia e Francesca hanno
arricchito con balli, danze, poesie e qualche cenno sulla storia di famiglia….Ed
infine un palcoscenico, simbolo del loro sodalizio professionale, sul quale
queste due artiste (nel senso più ampio del termine) hanno dimostrato ancora una
volta di essere all’altezza del prestigioso cognome che portano, un cognome che
ormai da anni ha impreziosito in maniera considerevole il patrimonio artistico
di questa città.
(Napolinotheroad, Laura Soprano)
La canzone napoletana rivisitata nello spettacolo “Canto do Mar”
Non si vede il mare dalla piazza
principale di Collazzone, ma sabato scorso, durante lo spettacolo musicale delle
Rondinella, il borgo umbro ha respirato l’atmosfera tipica della città
partenopea. Il concerto del duo LeRondinella è stato proposto all’interno della
kermesse estiva di “Musica per i borghi”, che da quest’anno ha coinvolto anche
la cittadina di Collazzone. Davanti al palco, sul cui sfondo scorrevano immagini
evocative di luoghi e colori del Mediterraneo, decine di persone, grandi e
piccoli, sono stati coinvolti dal duo composto da Francesca e Amelia Rondinella.
Un concerto fatto di canzoni, ma anche di danze e colori. La scenografia,
essenziale, ha lasciato lo spazio alle doti interpretative delle due sorelle
napoletane ed alla bravura del ballerino argentino Sergio El Javi. Lo
spettacolo, dal titolo “Canto do Mar”, è un viaggio attraverso il mare lungo il
tempo e le tradizioni del Mediterraneo, per recuperare suoni e musiche del
passato. Il risultato è una celebrazione della musica popolare napoletana,
rivista in chiave moderna, con contaminazioni e sperimentazioni dei generi
musicali più diversi: dal blues al rock, dal jazz al soul, per arrivare ai
ricercati sound mediorientali. Figlie d’arte di Luciano Rondinella, Francesca e
Amelia sono la quarta generazione di una famiglia presente da anni nel mondo
dello spettacolo napoletano già dal 1800. Unite da dieci anni, il duo celebra
con successo la tradizione della canzone classica napoletana in Italia e nel
mondo, riproponendo successi vecchi e nuovi, esibendosi singolarmente o in
duetto. Così è stato anche a Collazzone, dove il pubblico si è divertito
accompagnando con il battito di mani la celebre “O Sarracino” ed è rimasto
felicemente stupito davanti all’interpretazione fatta da Amelia di “Core ‘ngrato”.
(Avi news –Collazione –Umbria -, 3 lug. 2006)
Una storia, quella di Napoli, che si fa musica e la musica, quella delle Sorelle A & F Rondinella, che fa storia. Un bagno di folla per le protagoniste di un indiscusso successo in un percorso di ritmi, luci e colori, che ha saputo trasmettere agli spettatori entusiasti la veracità dell’anima partenopea.
(Cronache di Napoli, lug. 2006)
Le Rondinella in concerto al Castello
Mediceo hanno strappato tanti applausi…. La musica, le danze e le immagini si
sono fuse alla perfezione con le tradizioni e la vivacità. Vivacità innanzitutto
culturale, ma anche umana che è connaturale al carattere tutto partenopeo delle
cantanti. Una valorizzazione delle radici rivisitate in chiave contemporanea. Un
inno al mediterraneo con i suoi suoni cadenzati e melodici, le sue danze e le
sue storie di cultura errante. Gli spettatori sono entrati in una dimensione
comune, in cui il canto popolare e la tradizione della propria terra ha
accomunato tutti, indipendentemente dallo stato sociale, dalla cultura, dalla
storia personale.
(Il Roma, Agosto 2006)
Il “Canto do Mar” di A & F. Rondinella incanta il pubblico del Teatro Bellini……applaudito dall’inizio alla fine il lavoro teatral-musicale mette in mostra una forma di spettacolo capace di travalicare i soliti noiosi schemi trascinando il pubblico al centro di un vortice poetico e sensoriale. Proposti in maniera godibile e musicalmente innovativa i brani di oggi si fondono alla perfezione con le più celebri melodie di ieri: uno spettacolo struggente, moderno e passionale.
(Giuseppe Giorgio, Cronache di Napoli)
“Canto do Mar” ha dimostrato come si possa celebrare la tradizione della canzone classica napoletana senza scadere nell’oleografia. Le due sorelle hanno riproposto successi vecchi e nuovi con la grinta degli artisti di razza e una sensualità suadente, mai volgare.
I dettagli, gli accostamenti dei colori, la successione dei brani, gli spazi coreografici, gli interventi dei musicisti tra interferenze jazz e partenopee concorrono a realizzare uno spettacolo gradevolissimo.
(Napolipiù)
Il “Canto do Mar” appassiona i fans delle Sorelle Rondinella! Francesca sanguigna, Amelia eterea sono due diversi e nello stesso tempo ben fondibili aspetti, che con sentita passione intonano coinvolgenti canzoni, pennellate di mille colori, di mille interpretazioni. Tra jazz, motivi classici, innesti orientali e gitani, risuona la forza del mare, la catartica energia di una distesa di acqua che unisce popoli differenti attraverso l’irragionevolezza della canzone.
(MariaGrazia Poggiagliolmi, Roma)
Le Rondinella al Bellini. Buon sangue non mente.
Una, Francesca, dalle forti propensioni recitative e di indubbia presenza scenica. L’altra, Amelia, dalla voce duttile e ricca di sfumature, anche drammatiche. Sono LeRondinella, ultimo frutto di una famiglia con l’arte nel sangue e più che mai radicata nella storia musicale di Napoli. “Canto do Mar” riuscita fusione tra musiche del mediterraneo, un caleidoscopio di suoni e colori di diverse derivazioni, eppure lo spettacolo è straordinariamente coeso, senza cadute di tono né tantomeno di tensione. Certo, un’impennata c’è quando Amelia offre una memorabile interpretazione di “Core ‘ngrato” che esalta la platea. Tra le cose migliori senz’altro le bellissime immagini del videoartista Enrico Grieco, ed un’ottima band formata da otto solisti di livello. LeRondinella cantano e ballano, coadiuvate dal pirotecnico ballerino Sergio “El Javi” ma trovano anche spunti di riflessione come quando Francesca parla della loro maturazione artistica, nata ed evolutasi in ambiente familiare da sempre votato al palcoscenico.
(Antonio Mocciola, Il Brigante)
Strepitoso
successo per LeRondinella al Teatro Galina Vishnevskaya di Mosca...
Magica
serata al Teatro Bellini per le sorelle Rondinella che continuano a portare alto
il
nome
di una famiglia riuscendo a miscelare in un’unica magica soluzione, due anime,
due stili e temperamenti artistici le cui esecuzioni si intingono di passato e
modernità, riuscendo a coinvolgere l’ascoltatore in un affascinante viaggio
nelle storiche melodie del nostro patrimonio canoro.
(Cronache
di Napoli)
Cantanapoli,
Napoli Carosoniana a Trieste con Amelia e Francesca Rondinella belle e brave
figlie e nipoti d'arte...
(http://www.premiocarosone.com)
Premio
carosone 2003 il CD.....fino a quella Caravan Petrol che Amelia e Francesca
Rondinella riapparentano al modello ellingtoniano(Caravan, certo). Applausi.
(Il Venerdì di Repubblica, Musica
di Angelo Aquaro)
Successo
di pubblico in Piazza Municipio per l'esibizione nell'ambito del Maggio dei
Monumenti delle "Figlie d'Arte": Francesca ed Amelia con le loro
straordinarie e diverse voci presentano senza sosta un lungo ed entusiasmante
repertorio di canti, mostrando di essere artiste tout court...
(Roma)
Premio
"Guglia di Napoli" 2004 alle Sorelle Rondinella quarta generazione di
una famiglia di musicisti impegnate tra tradizione e innovazione.
(Corriere
del Mezzogiorno)
Sensuali
e rodate dai tanti concerti, insieme si fanno forti del contrasto tra un’ugola
delicata e chiara ed un’altra più scura e carnale, tra fantasie di
tammurriate la sorpresa arriva con “Anema”
dolente tanghedia d’amore che trasporta Astor Piazzolla tra vicoli e Posillipo.
(Federico
Vacalebre, Il Mattino)
Canzoni
classiche e moderne tutte interpretate con la prevedibile classe da figlie
d’arte, sempre a loro agio sia da sole che nei duetti hanno dato prova di
professionalità e passione fornendo di molte delle canzoni, autentici classici,
anche una nuova interpretazione.
(Corriere
del Mezzogiorno)
Le
due interpreti si alternano nelle differenti tracce, senza eccessi lirici né
cadute di stile, e risolvendo il confronto con i grandi interpreti della canzone
napoletana attraverso una vocalità pulita, spontanea, e una nitidissima
dizione.
(Girolamo
De Simone, Alias - Il Manifesto- )
LeRondinella:
quando la tradizione incontra la modernità...
(Cronache
di Napoli)
Il
magico volo delle Sorelle Rondinella...
(Metropolis)
C O S Í L A C R I T I C A dal 96 al 2002 Amelia e Francesca sono un concentrato di intelligenza e di energia vitale. Due temperamenti diversi che si incontrano perfettamente nelle parti che si assegnano: ognuna dotata di grande musicalità e potenza interpretativa. Sarà perché "discendono per lì rami", perché alle loro spalle ci sono le due grandi famiglie dei Rondinella e degli Sportelli. Ma forse la ragione vera sono gli studi fatti, fino allUniversità, che aggiungono valore alle loro interpretazioni. Potrebbero recitare e cantare d'istinto seguendo una vocazione naturale ma loro vanno oltre e restituiscono una lettura filologica dei testi che proviene dal rigore della ricerca e della verifica continua. ( Lo Strillo 1996, Ermanno Corsi - Presidente dellOrdine dei Giornalisti della Campania) Dominante, sul palco, la presenza delle figlie darte Francesca e Amelia Rondinella, artiste che fanno la differenza per quella che gli addetti al settore chiamano "presenza scenica", oltre che per le indubbie capacità vocali. (La Repubblica Napoli, 1996) Francesca e Amelia Rondinella, le due figlie di Luciano, colte e bellissime riscoprono i testi, le poesie, le canzoni della tradizione meno nota. (Capital,1996) Francesca versatile e spiritosa ora con una nera veletta di maestrina ora con inconsueti mustacci di bellimbusto; Amelia, di bella voce ed espressione intensa, pronta ad essere anche una maliziosa "frangesa" in un godibile affondo in pagine classiche dellanima napoletana, di appassionata ispirazione o di fresca comicità. ( Franco De Ciuceis, Il Mattino, 1996) Una grande massa di riccioli, una volontà di ferro e doti vocali di grande forza sono le caratteristiche più evidenti di Francesca e Amelia Rondinella, figlie darte, discendente di due famiglie: i Rondinella e gli Sportelli, che tanto hanno inciso nella storia del teatro e della canzone napoletana. Quando si incontrano sul palco, queste due ragazze, queste due artiste speciali si accendono di una luce intensa e diventano irresistibili. (Giuliana Gargiulo, La Città 1996) Grande successo al Théâtre Pôle Sud di Strasburgo per le belle e sensibili voci di Francesca e Amelia Rondinella che hanno rappresentato la tradizione del migliore Café Chantant napoletano. (Il Mattino, 1998) Nel segno di una continuità artistica che va avanti da ben quattro generazioni, le sorelle Amelia e Francesca Rondinella applaudite dal gran pubblico televisivo di Raiuno nel corso di "Napoli prima e dopo, felicemente sintetizzano, con le loro voci, una capacità interpretativa del tutto particolare nel nostro panorama musicale. (Francesco Bellofatto, Cronache del Mezzogiorno, 1999) Fancesca e Amelia Rondinella incantavano il pubblico con E Spingule Frangese, Reginella I Te Vurria Vasà: Interpretazioni piene di calore e arricchite da capacità sceniche e vocali non comuni, quelle della famiglia Rondinella che da generazioni custodisce gelosamente e tramanda con grande rispetto la tradizione della canzone napoletana. (Giornale di Sicilia, luglio 2000) .Sorelle e compagne in arte, due eccellenti interpreti ideali della canzone napoletana di ieri e di oggi, vanno creando incastri suggestivi tra canzone e brani dautore, canzone e versi, in un mosaico armonico nuovo e godibilissimo. Faranno molta strada, perché dicono qualcosa di nuovo, finalmente. (Ada Murolo, LImpegno, dicembre 2000) Con larmonia delle canzoni interpretate dalle sorelle Rondinella ieri sera, per uno speciale effetto con la luna a mare i saloni sembravano ancor più luminosi .. ( Vanni Fondi, Il Corriere del Mezzogiorno, marzo 2001) Francesca e Amelia Rondinella per un giorno star in Giappone grazie alla TV. (Il Mattino, maggio, 2001) Gli ospiti sono stati trascinati nelle atmosfere del Café Chantant napoletano dalle sorelle Rondinella. Le "canzonettiste dottoresse", come le ha simpaticamente definite Riccardo Pazzaglia, si sono esibite in uno spettacolo di varietà, tarantelle e tammurriate, recite di poesie popolari e i ritornelli di "E spingule frangese" e "I te vurria vasà" hanno coinvolto i presenti. (Il Mattino, settembre 2001) Un anno con Rosetta, Sindaco di Napoli, una festa tutta in rosa con le ospiti trascinate per il gran finale dalla voce di Lina Sastri e delle Sorelle Rondinella. (Il Mattino, maggio, 2002) Allo Stadio Collana, per la Festa dellUnità della Donna, la canzone napoletana classica nellinterpretazione di Francesca e Amelia Rondinella, figlie darte belle e brave. (Il Mattino, luglio, 2002) Hanno detto del dellalbum "Vico dei canti" .. Magica serata al Teatro Bellini per le sorelle Rondinella che continuano a portare alto il nome di una famiglia riuscendo a miscelare in ununica magica soluzione, due anime, due stili e temperamenti artistici le cui esecuzioni si intingono di passato e modernità, riuscendo a coinvolgere lascoltatore in un affascinante viaggio nelle storiche melodie del nostro patrimonio canoro. (Cronache di Napoli, maggio 2002) Sensuali e rodate dai tanti concerti, insieme si fanno forti del contrasto tra unugola delicata e chiara ed unaltra più scura e carnale, tra fantasie di tammurriate e le birichinate da sciantose (il fisico le aiuta) la sorpresa arriva con linedito "Anema" dolente tanghedia damore che trasporta Astor Piazzolla tra vicoli e Posillipo. (Federico Vacalebre, Il Mattino, maggio 2002) La tradizione classica napoletana rivisitata dalle sorelle Rondinella che rappresentano con fierezza lultima generazione di "sciantose" della tradizione napoletana. (Roma, maggio 2002) Canzoni classiche e moderne tutte interpretate con la prevedibile classe da figlie darte, sempre a loro agio sia da sole che nei duetti hanno dato prova di professionalità e passione fornendo di molte delle canzoni, autentici classici, anche una nuova interpretazione. (Corriere del Mezzogiorno, maggio 2002) Le due interpreti si alternano nelle differenti tracce, senza eccessi lirici né cadute di stile, e risolvendo il confronto con i grandi interpreti della canzone napoletana attraverso una vocalità pulita, spontanea, e una nitidissima dizione. Un disco che opta per la tradizione. (Girolamo De Simone, Alias - Il Manifesto- , luglio 2002) |
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